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Fonte:it.sport.calcio.juventus
INTERVISTA A FRANCO MELLI
di Stefano Discreti
D - Quanti sono gli scudetti della Juventus?
Melli - Sicuro 28, visto che l'ultimo campionato non è stato
assolutamente frutto di nessuna inchiesta. Ma anche quello giudicato
non ha evidenziato illeciti.
D - Che idea si è fatto di Calciopoli?
Melli - Una grandissima messinscena posta in atto per distruggere la
Juventus che vinceva troppo. Purtroppo la Juve si è prestata a questa
farsa dando la possibilità di rifiatare a formazioni avversarie piene
di debiti. La Juventus, composta da campioni del mondo, non aveva
bisogno di aiuti. E non li ha mai avuti.
D - Cosa pensa dei tre personaggi che componevano la cosiddetta
Triade?
Melli - Bettega era messo lì soprattutto come garante di juventinità.
Giraudo è il miglior dirigente che il calcio italiano abbia mai avuto
perché ha saputo abbinare grandi successi a bilanci positivi. Moggi è
un grande esperto di calcio ma da uomo vissuto avrebbe dovuto sapere
che avrebbero cercato in tutti i modi di farlo fuori.
D - Ha mai pensato veramente che la Juve vincesse per aiuti esterni al
campo?
Melli - No, assolutamente.
D - Perché Moratti, pur investendo somme mostruose, non è mai riuscito
a vincere sul campo?
Melli - Perché ha sempre sbagliato la campagna acquisti e soprattutto
perché si è circondato di cattivi consiglieri. Quest'anno vincerà
questo torneo farsa grazie agli aiuti della nuova dirigenza della
Juve. Senza gli acquisti di Ibrahimovic e Vieira chissà quale altra
meteora sarebbe stato capace di comprare.
D - Cosa pensa di Guido Rossi e del suo operato in Figc?
Melli - Ne penso male, ha lasciato il lavoro a metà. Ha assegnato lo
scudetto di cartapesta alla sua ex squadra senza che il campionato in
questione avesse illeciti. Niente è cambiato rispetto a prima.
D - Ruperto e Sandulli hanno garantito la vera giustizia che spetta a
un Paese democratico?
Melli - No, perché alla fine hanno pagato solo la Juventus e la
vittima predestinata De Santis. Gli altri sono rimasti tutti in pista.
Pensi che a breve potrebbe rientrare nel calcio Franco Carraro.
D - Perché secondo lei il video-fiala di Cannavaro uscì nel momento
clou della sfida scudetto tra Milan e Juventus?
Melli - Fu uno dei tanti tentativi fatti in questi anni per fermare
una Juve inarrestabile.
D - Ha mai creduto veramente che la Juve facesse uso di doping?
Melli - No. Ma credo che questo falso scandalo sia stato il primo
mezzo per cercare di distruggere la Juventus. Se veramente si voleva
indagare sul doping bisognava farlo a 360 gradi coinvolgendo anche
tutte le altre squadre. Invece interessava esclusivamente fare fuori
la Juventus.
D - Perché la Fiorentina è fallita per pochi milioni di euro mentre la
Lazio ha potuto dilazionare oltre 100 milioni di euro di debiti in
quasi 25 anni?
Melli - Perché Cecchi Gori ormai non lo voleva più nessuno.
D - Cosa pensa delle accuse di furti e doping che infangano il nome
della Juventus?
Melli - Solo invidia. Si ricordi: "L'erba della calunnia cresce sempre
nel giardino dei perdenti".
D - Perché in presenza di fideiussioni false il Cosenza è stato fatto
fallire mentre la Roma è stata dichiarata parte lesa?
Melli - Perché Carraro non controllava. E le piazze più grandi sono
sempre state preservate da scandali e illeciti perché si aveva paura
di perdere i denari che esse garantivano.
D - Cosa pensa dell'attuale dirigenza juventina?
Melli - Mi sembrano dei liquidatori. Sembra che siano pronti a
svendere tutta la squadra, pezzo per pezzo.
D - Lo sa che sono già circa venti i giocatori che hanno saltato
quest'anno la gara contro l'Inter per squalifica? Come mai in questo
caso non si parla di ammonizioni preventive?
Melli - Questa è la conferma che il più grande capo d'accusa cpntro la
Juve al processo era fondato sul niente. Che farsa.
D - Che fine hanno fatto le intercettazioni Sensi-Bergamo e perché non
è stata aperta un'inchiesta dalla Figc?
Melli - I garanti hanno detto che i magistrati hanno tenuto
esclusivamente le intercettazioni interessanti per la giustizia
ordinaria. Tantissime intercettazioni di Bergamo sono state scartate.
Non solo queste e non solo con la Roma. Questo criterio sarà sempre
indecifrabile. Purtroppo si corre il rischio, e non a torto, di
pensare per sempre che siano state scelte con criteri non limpidi.
D - Che idea si è fatto in merito al ricordo al Tar ritirato?
Melli - Che la nuova dirigenza ha avuto paura di far saltare tutto e
di prendersi la colpa. Ci voleva coraggio, non lo hanno avuto. Io mai
avrei ritirato il ricorso.
D - Presidente del Consiglio. Presidente di Lega. Reti televisive.
Giornali. Era il Milan di Berlusconi l'avversario più potente della
Juve in questi anni?
Melli - Io lo dico da anni. Il Milan è il vero potere. Poi adesso
anche con il digitale terrestre Mediaset distribuisce ingenti capitali
a squadre che ne sono condizionate.
D - Passaporti falsi. Plusvalenze false. Cene del compianto Facchetti
con Paolo Bergamo. Come mai nonostante tutto questo Moratti parla di
"scudetto degli onesti"?
Melli - Intanto separerei il comportamento di Moratti da quello di
Facchetti. Poi le dichiarazioni di Moratti non mi sorprendono per
niente. Con oltre 800 milioni di debiti, fonte "Il Sole 24 Ore", gli
viene permesso di fare mercato a piacimento danneggiando tutti coloro
che rispettano le leggi. Chiaro che perdendo sempre si attacca a
tutto. Tutto sembra fuorché onesto, comunque.
D - Cosa la lega di più alla Juventus?
Melli - Pur non essendo tifoso di questa squadra ho sempre avvertito
il fascino di questa maglia.
D - Ibrahimovic fu squalificato con la prova tv prima dello
"spareggio" Milan-Juve del 2005. Visto che le immagini incriminate
furono portate da telecamere esclusive di Mediaset si può parlare di
conflitto di interessi?
Melli - Certamente. A parti inverse, mettiamo fosse stato Shevchenko a
essere coinvolto, sicuramente il filmato non sarebbe stato mostrato.
D - Pensa che la moviola sia condizionata da chi la fa e da chi
sceglie gli episodi da discutere?
Melli - No, questo non lo penso. Anche perché ormai sono talmente
tanti le moviole e i moviolisti. Però è anche vero che se non hai
televisioni sei costretto a difenderti ovunque come Moggi faceva.
D - Cosa pensa del potere mediatico nel calcio? Condiziona la stampa?
Melli - Certo. Ogni grande squadra ha una cerchia di giornalisti a
essa in qualche modo collegata.
D - Secondo lei è immaginabile una Juve con un proprietario diverso
dalla famiglia Agnelli?
Melli - Io personalmente non saprei adattarmi ma sono sicuro che ci si
arriverà. I nuovi eredi non sembrano legati alla Juve come Gianni e
Umberto, la Juve per loro sembra esclusivamente una delle tante
aziende possedute.
D - Un aggettivo per descrivere il suo collega Sandro Piccinini.
Melli - Solenne. Piccinini è una specie di sacerdote che amministra il
rito del calcio domenicale con sufficiente imparzialità anche se
qualche volta esagera.
D - E su Ruggiero Palombo?
Melli - Un ottimo giornalista. Molto preparato e competente.
D - Un messaggio per i tifosi juventini.
Melli - Mi dispiace ma vi consiglio di prepararvi ad anni di grandi
delusioni.
D - Chi l'ha più delusa quest'estate dei partenti?
Melli - Nessuno. Con un programma del genere è quasi impossibile
rimanere. Presto partiranno anche tutti gli altri.
D - A quale colpa espiata dalla Juve si riferisce il presidente
Cobolli Gigli?
Melli - Io credo che la nuova dirigenza della Juve avesse un'antipatia
di lunga data nei confronti di Moggi e Giraudo. E che non ha fatto
niente per difenderli anche a costo di pagarla in prima persona. La
Juve non aveva e non ha nessuna colpa da espiare.
D - Senza i suoi collegamenti con la Gea Roberto Mancini avrebbe fatto
carriera così presto senza avere nemmeno il patentino di allenatore?
Melli - No, assolutamente. Ha buone doti ma ha iniziato senza
rispettare le regole, favorito dal potere.
D - Fece bene Collina a far giocare Perugia-Juventus?
Melli - Collina diede probabilmente rimedio a un campionato sin troppo
macchiato da irregolarità.
D - Crede che le curve possano essere condizionate dalla presidenza o
l'opposto?
Melli - Certamente. Molte società vengono condizionate o a loro volta
condizionano le curve con abbonamenti gratis e altre forme di favori.
D - Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Melli - Dove andrà a finire il calcio? Siamo in discesa libera. Se non
arrivano nuovi dirigenti si arriverà a un punto di non ritorno. Se il
nuovo calcio è Matarrese e Carraro non c'è speranza.
D - Come faceva Roberto Mancini a sapere con mesi di anticipo della
"Pratica Como" in cui è stato coinvolto Luciano Moggi?
Melli - Prove certe non ce ne sono ma vedendo anche lo scandalo
Telecom a chi non viene da pensare che l'Inter sapesse tutto di
Calciopoli ben prima degli altri?
D - Il calcio adesso è più pulito?
Melli - No, è rimasto tutto uguale. I soliti debiti di Moratti, le
solite facce. I ritorni di Carraro, Matarrese. Cosa sarebbe cambiato,
scusi?
D - Si può dire che questo sia il peggior campionato italiano di tutta
la storia?
Melli - Senza dubbio. Pensi che la Roma seconda in classifica ha
battuto 4 a 0 la terza e 7 a 0 la quarta in classifica. Il più brutto
campionato che io abbia mai visto, preferisco di gran lunga la serie
B.
D - Lo sa che il tifoso juventino ha compilato una sorte di manuale
del boicottaggio in cui sono elencati personaggi, trasmissioni e
giornali da boicottare?
Melli - Questo non lo sapevo. Vi chiedo di essere tolleranti, però. Il
circo è questo. O sei dentro e lo accetti o non ci sono altre
soluzioni.
D - Forse è un giudizio di noi tifosi juventini ma secondo lei perché
ad esempio Pistocchi prende sempre di mira esclusivamente la Juve?
Melli - Non mi va i andare sui giudizi personali. Però dico che
Pistocchi a me non piace perché non ha la giusta ironia per gestire il
ruolo affidatogli.
D - Se fosse stato lei il giudice di Calciopoli che pene avrebbe
inflitto a Juve, Milan, Fiorentina e Lazio?
Melli - O tutte in serie A o tutte in serie B. Meglio e più giusto se
tutte in serie A, comunque.
D - Cosa pensa di un giornale settimanale interamente dedicato a una
squadra?
Melli - Dipende. Se imparziale e ben distribuito di argomenti ben
venga. Se dev'essere un giornale in stile "Il Romanista" allora è
meglio farne a meno.
D - Se le dico "combriccola romana" cosa le viene in mente?
Melli - Gli arbitri che secondo l'accusa erano sotto il potere di
Moggi e De Santis. Senza prove, naturalmente, in perfetto stile farsa
di Calciopoli.
D - Cosa pensa di quanto dichiarato dal giudice De Biase secondo il
quale la Juve meritava al massimo qualche punto di penalità?
Melli - Il giudice De Biase è uno dei più grandi luminari in tema di
diritto sportivo: se lo dice lui c'è solo da credergli. Ma sono in
tanti ormai ad avere capito cosa è veramente stata Calciopoli.
D - Cosa pensa delle intercettazioni telefoniche? Possono essere
selezionate e modificate a piacimento da chi le gestisce?
Melli - E' una procedura selvaggia che porta a giudicare e a
condannare le persone senza prove. Spero che mai più ripeta una cosa
come quella successa quest'estate.
D - Crede che le grandi società come Fiat, Telecom, Mediaset,
Capitalia influiscano sul calcio giuocato?
Melli - Certamente. I loro capitali sono fondamentali.
D - Perché Collina andava a cena con Galliani e Meani?
Melli - Non lo so. Di certo è una macchia indelebile sulla coscienza e
sulla carriera di questo arbitro.
D - Cosa serve alla Juventus per tornare grande?
Melli - Servono almeno cinque grandi giocatori. Ma la nuova dirigenza
non sembra assolutamente avere voglia di investire. A tal proposito
sono certo che alla fine anche Buffon, Trezeguet e Camoranesi verranno
ceduti.
D - Un messaggio per il nuovo giornale "Magazine Bianconero".
Melli - Auguri di lunga vita. Spero che il nuovo giornale dia la
possibilità a tanti validi ragazzi come lei di crearsi spazio in un
settore che regala sempre più illusioni e sempre meno certezze.
da "Magazine Bianconero" del 7 febbraio 2007
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